Il colore celeste

Da NachmanYomi.
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ליקוטי מוהר"ן יח"ז] ותכלית נקרא תכלת , כי התכלת מערב שחור עם לבן, והוא גון שבין שחור ולבן, וכשנתחבר שחור ולבן כמוהכתב שהוא בחינת שחור על גוי לבן, בודאי תחתיות האות הדקות וקרוב להניר, שהוא לבן בבחינת תכלת , והתחתיות האות הוא הסוף והתכלית, כי כהשסופר כותב ו מעמיד הקנה והעט עם הדיו על הניר בודאי הדיו רחוק מהניר מעט, עד שהסופר מעמיק העט עם הדיו בוך עמק הניר, ואז נדבק שחרות הדיו על הנירבעמק בקרוב גדול. נמצא, שהקרוב הוא סוף ותכלית, ובמקום הקרוב, שם הניר והדיו הם מערובים בבחינת תכלת כנ"ל, כי כן הדבר שהתכלית , שהוא שהוא סוף המעשה הוא בהמחשבה תחלה וקרוב להמחשבה כנ"ל

Liqutey Mohara”N Cap.18,7-E la finalità (TACHLIT) è chiamata celeste (TECHELET), che è un colore che è fra il nero-notte (SHACHOR) e il bianco. E che è unione del nero-notte con il bianco, come lo scritto, che è la caratteristica del nero sul bianco e certo sotto la lettera è aderente e vicina alla carta, che è bianca, nel luogo dell’aderenza e della vicinanza lì sono mescolati il nero con il bianco, secondo la caratteristica del celeste. E la parte inferiore della lettera è il limite e la finalità (TACHLIT), perché è come se uno scriba scrivesse mantenendo in piedi la penna e il pennino con l’inchiostro sulla carta, l’inchiostro vicino un poco alla carta, al chè lo scriba approfondisse il pennino sulla profondità della carta. Allora aderirebbe il nero-notte dell’inchiostro con la profondità con un grande avvicinamento. Si trova che l’avvicinamento è il limite e la finalità, e nel luogo dell’avvicinamento, lì la carta e l’inchostro si sono mescolati nella caratteristica del celeste (TECHELET) su detto, perché così la parola, che è la finalità (TACHLIT),poichè il limite dell’azione, ènel pensiero inizio e vicinanza al pensiero, come su abbiamo detto.

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