I SETTE MENDICANTI

Da NachmanYomi.
Versione del 26 set 2010 alle 11:10 di Luciano.tagliacozzo (Discussione | contributi)

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FIABA DEI SETTE MENDICANTI- C'era una volta un re che aveva un unico figlio e voleva trasmettergli in vita tutto il suo regno. Fece un gran banchetto, e dato che ogni volta che il re faceva un banchetto c'era una grande felicità, ora che egli avrebbe trasmesso l'intero regno in vita a suo figlio, ci fu dunque una grande felicità. c'erano lì tutti i noobili del regno e tutti i duchi e le principesse, e furono molto felici del banchetto, e anche tutta per la città ci fu allegria perchè il re avrebbe tramesso il suo regno a suo figlio durante la vita , perchè è grande gloria per il re, e era una gioia assai grande, e c'erano ogni tipo di gioia, e tutte erano presenti nel banchetto. Essendoci tanta gioia, si alzò il re e disse al figlio:quando nel futuro andrò fra le stelle e vedrò che tu salirai al trono , soltanto anche se per te ci sarà tristezza, anche allora sarò felice anche se tu non sarai re, perchè non sarai pronto per il regno, finchè tu non ti rafforzi te stesso nella felicità e ascenda alla regalità. Ma se sarai già re , nella felicità avrai ancora più regalità. Allora il figlio del re ricevette la regalità con alta mano, e nominò per sè nobili, duchi, , principi e guerrieri. Questo figlio del re era molto saggio e desiderava molto la sapienza e aveva presso di sé grandi saggi e ognuno che venisse presso di lui aveva con sé parole di sapienza , aveva presso di sé grande importanza, ed egli dava loro gloria e ricchezza attraverso la sapienza, a ciascuno secondo la sua volontà, a chi voleva soldi donava soldi, a chi voleva gloria donava gloria, a ciascuno attraverso la sapienza Dato che per il re era importante la sapienza, tutti apprendevano per sé sapienza, e tutto lo stato si comportava secondo sapienza. Perchè alcuni desideravano la ricchezza per sé, e avevano la ricchezza attraverso ciò, e altri desideravano per sé la fama e la gloria e dato che tutti agivano secondo la sapienza, si cancellò dallo stato la guerra, perchè tutti agivano secondo sapienza finchè i cittadini del regno furono grandi sapienti, in modo che il minore di essi era in un altro regno un grande saggio e a causa della sapienza diventarono miscredenti i saggi del regno, e trascinarono anche il figlio del re nell'epicureismo . Ma il resto dei cittadini non diventarono miscredenti perchè c'era una grande profondità e oscurità nella sapienza dei saggi . Il figlio del re, avendo il bene dentro di sé, perchè era nato con la bontà e aveva valori buoni e retti, si ricordava a volte perchè fosse al mondo, e cosa facesse ecc. sospirava e gemeva su ciò che accadeva nel regno ed errava così , gemeva molto, ma subito quando cominciava a pensare ritornava e si rafforzava in lui le filosofie dei miscredenti. E così talvolta gemeva e si lamentava, e subito dopo di quando cominciava a ragionare ritornava a rafforzarsi nella filosofia dei miscredenti. Un giorno, se n'era scappato da quella città e tutti fuggivano, e sulla via della fuga persero la strada in un bosco, e si persero un maschietto e una femminuccia. Cioè uno dei dispersi era un maschio e un'altro era una femminuccia. Erano bambini piccoli, bambini di quattro o cinque anni, e non avevano da mangiare, e gridavano e piangevano, perchè non avevano da mangiare. Proprio in quel momento venne presso di loro un mendicante, con i suoi sacchi. E trasse da loro pane ed essi, i ragazzi, cominciarono ad avvicinarsi a loro ed erano quasi che si toccavano e il mendicante dette loro un pane da mangiare e domandò loro: “da dove venite “ ed essi risposero “Non lo sappiamo, siamo bambini piccoli” e cominciarono ad incamminarsi con lui e gli domandarono se li prendesse con sé , ed egli rispose loro: “Non voglio che voi veniate con me” e dicendo ciò essi si accorsero che era cieco, ed era prodigioso per loro che lui fosse cieco, ma sapesse dove andare., ed essi bene, ed era per loro una benedizione che egli fosse così, questo mendicante cieco, che li ritenesse come lui degli anziani, e lasciasse a loro pane per mangiare . E i ragazzi lo seguirono perchè il Santo , Benedetto Egli Sia li guardava e aveva inviato loro il mendicante cieco che desse loro da mangiare. Dopodichè fu consumato il pane ed essi ritornarono a gridare per la mancanza di cibo. Poi si fece notte e dormirono lì. Al mattino non avendo da mangiare gridarono e si lamentarono, e venne presso di loro un mendicante sordo, ed essi cominciarono a parlargli, ed egli vedeva i gesti e disse loro che non sentiva. Essi vollero anche così che li pigliasse con loro ed egli non volle, e fu un bene per loro anche così, e d egli leasciò loro del pane e se ne andò. Poi consumato tutto il pane, di nuovo essi piansero e gridarono e venne presso di loro un mendicante che era balbuziente, e cominciarono a parlare con lui, e lui biascicò qualcosa con le sue labbra ma essi non capirono cosa avesse detto., mentre lui capiva ciò che essi gli dicevano,, e donò loro anche lui un pane per mangiare, e se ne andòanche lui, e li benedisse e se andò come abbiamo già detto prima. E poi venne un mendicante che aveva il collo storto, e fu anche lui come prima, e poi venne un mendicante che era tutto gobbo, e poi venne un mendicante senza mani poi se ne andò e venne un mendicante che non aveva piedi, e ciascuno di essi lasciò un pane per mangiare e li benedisse di essere come erano , come prima abbiamo detto. Fu consumato il pane e cominciarono a camminare per ritornare trovarono un sentiero e andarono per quel sentiero, finchè arrivarono a un tal villaggio, ed entrarono i ragazzi in una tal casa, ed ebbero misericordia di loro e dettero loro un pane, e ritornarono in quella casa e gli fu dato ancora, e ritornarono alle porte e videro che era bene per loro, e rimasero fra di loro, che erano sempre insieme, e e si fecero dei grandi sacchi, e andarono alle varie porte , e andarono a tutti i funerali a tutte le circoncisioni, ai fidanzamenti e andarono altrove, e andarono per le città e si presentarono alle porte e scesero fra i mendicanti vivendo con loro come le truppe coscritte finché questi ragazzi erano schierati di fronte a tutti i mendicanti li conoscevano e sapevano da loro che essi erani i bambini dispersi nella foresta. Una volta era sceso il più grande di loro in una grande città, e andarono lì i mendicanti sapendo che si stavano fidanzando i due ragazzi Che si sposarono l'uno con l'altra, e successe quel che avevano detto una parte dei mendicanti, che è meglio una cosa grande agli occhi di tutti, e così completarono il fidanzamento nel giorno della nascita del re, e andarono lì tutti i mendicanti e dal fatto che avevano richiesto per sé pane e carne, da lì fecero il matrimonio, e così fu, e andarono alle nozze tutti i mendicanti e chiesero a loro pane e carne e scavarono un grande pozzo, a cui lavorarono cento uomini, e lo coprirono con canne, polvere e letame, e si radunarono tutti lì e lì fecero il matrimonio dei due ragazzi si raccolsero sotto il baldacchino e furono molto felici , sia lo sposo che la sposa . Allora cominciarono a ricordare tutte le cose buone che aveva fatto per loro HaShem, Benedetto Egli Sia, mentre nel bosco avevano pianto e invocato, e avevano incontrato il primo mendicante, quello cieco, che aveva dato loro un pane nel bosco, e subito dopo, quando avevano pianto e invocato, ecco era venuto verso di loro il mendicante cieco e aveva detto: “Eccomi, sono venuto presso di voi il dono di nozze e vi do il dono della ricerca, che erano anziani come me , e all'inizio li benedissi così, e adesso darò loro il dono del completamento della storia. E avrete una vita lunga come me. Voi supponete che io sia cieco, ma io non sono assolutamente cieco, solo che tutto il mondo non appare per me che come un batter d'occhio, e io sono molto vecchio, e ancora io sono come un giovinotto, e non ho ancora iniziato a vivere del tutto, nonostante che io sia molto vecchio, e non lo dico da me stesso, soltanto che io ho la la decisione della grande aquila, e vi è consentito agire.” Queste furono le parole del cieco. Perchè una volta gli uomini andarono con molte navi sul mare e pervennero ad una torre , e salirono alla torre e lì trovarono tutti i messaggeri, che li lavarono e li rivestirono e fecero tutto quel che era necessario, e fu lì tutto ciò che era buona consuetudine nel mondo. Essi risposero dicendo che avrebbero raccontato ciascuno una vecchia storia, di ciò che ciascuno ricorda del suo primo ricordo. E gli anziani e i giovani lì convenuti facevano onore ad un grande anziano che era fra loro che parlò all'inizio . Egli disse: questo è ciò che vi racconterò: io ricordo anche come fu intagliata una apertura sull'angolo, ed egli non capiva ciò che stava dicendo, allora i Saggi che erano lì presenti dissero: magari quel che dici è una storia molto antica Si rivolsero al secondo anziano, lo onorarono ed egli rispose: non sono vecchio come il primo; ma forse era un racconto antico? Anch'io ricordo anche così- disse- ma io ricordo anche che vi era una luce che ardeva. Risposero quelli che erano presenti: questo è un racconto più antico del primo ed è un prodigio che sia il secondo che è più giovane del primo e ricorda un racconto più antico del primo; allora onorarono il terzo . Il terzo rispose dicendo che egli era ancora più giovane: io ricordo-disse- anche l'inizio del formarsi del frutto. Risposero i presenti e dissero: questo è un altro racconto più antico ancora. Rispose il quarto , che era più giovane ancora: io ricordo anche quando il nocciolo formò il frutto, e il quinto rispose che era ancora più giovane: io ricordo anche i Saggi che pensarono e trovarono il nocciolo. Rispose il sesto ecc. che egli ricordava anche il sapore del frutto prima che si raccogliesse il sapore intorno al frutto, rispose il settimo ecc. e disse che egli ricordava il profumo del frutto prima che si raccogliesse il frutto, rispose l'ottavo e disse: che egli ricordava anche l'immagine del frutto prima che si posasse sul frutto, “E io ero allora giovanissimo, ed ero già lì e ho risposto e detto loro: io ricordo anche tutte le storie, e ricordo il nulla, e tutti risposero: questo è il racconto più antico di tutti!!!......... ...... ..... ....


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