Non fare della tua preghiera un fatto consueto (Pirke' Avot II,13)

Da NachmanYomi.

Il Liqutey MohaRa"N -Cap. 196- “Non fare della tua prece una cosa consueta, ma bensì come un atto di implorare la clemenza e la grazia del Signore” (Avot 2,13)1Sappi, che è vietato per un uomo pregare per una certa cosa particolare, cioè è vietato ostinarsi nella propria preghiera che il Santo, Benedetto Sia faccia esattamente per lui quello che lui richiede, perché questo è come prendere con violenza e rapina. Solo è necessario pregare e supplicare di fronte ad HaShem, Sia Egli Benedetto, con Misericordia e Suppliche. Se HaShem darà, darà, se non, no. Come è spiegato in altro luogo. E questa Mishnah : Non fare della tua preghiera una cosa regolare, regola ha il significato di rapina 2.Come è scritto: (Proverbi 22,23) “Punisce chi deruba le loro anime”3, cioè che tutto ciò che uno chiede nella preghiera, sia il sostentamento o i figli o quanto gli necessita, è proibito che si ostini ad alzare se stesso nella propria Tefillah, che certo il santo Benedetto Sia adempia alla sua tefillah, perché questa è una preghiera di rapina, che prende una cosa con violenza, ma solo pregate con pietà e suppliche, come abbiamo detto.

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